La Storia di Claviere

Storia di Claviere

Ancora oggi, l'etimologia del nome di Claviere non è del tutto chiara; alcuni pensano che potrebbe derivare da latino 'clavis', ossia chiave, mentre un'altra ipotesi lo collegherebbe al termine francese 'clavière', cioè 'chiusura'.

Ciò che è certo, però, è che entrambe i significati sono strettamente legati alla posizione cruciale del comune, il quale si trova sull'importantissima via di comunicazione del Passo del Monginevro.

Questo punto di passaggio, estremamente favorevole, venne persino attraversato da Annibale, nel 218 a.C., e successivamente da Giulio Cesare, nel 58 a.C.

Nel tempo, al nome originario, di provenienza occitana, si è sovrapposta la variante francese di Clavières che, fino agli inizi del ?900, rimase in uso come grafia del nome del comune.

Le modifiche del toponimo che hanno visto la rimozione della 's' e dell'accento sulla 'e' hanno portato, dal punto di vista fonetico, ad un naturale e graduale avvicinamento del comune al territorio italiano.

Se nel 1713, il comune di Claviere, assieme a molti altri comuni dell'Alta Valle di Susa, passò nelle mani dei Savoia, nell'800 assistette invece l'avvento dei francesi.

Fino a questo momento, il passo era rimasto una semplice mulattiera che collegava l'estrema punta piemontese al territorio francese; con l'arrivo di Napoleone, però, il passaggio venne ampliato e vennero migliorate le condizioni del manto stradale; queste opere, non solo migliorarono le condizioni per le comunicazioni tra i due versanti del monte, ma, in oltre, favorirono lo sviluppo commerciale del paese.

Importante fu anche l'avvento del turismo invernale che portò Claviere ad ospitare una delle prima stazioni sciistiche del XX secolo.

Se la posizione del comune poteva rivelarsi favorevole come snodo per i commerci, non si dimostrò altrettanto propizia nel corso del secondo conflitto Mondiale, durante il quale si ritrovò proprio nel bel mezzo degli scontri tra Italia e Francia.

Il confine venne spostato solamente nel 1947 quando, finalmente, il comune passò al territorio italiano, lasciando alla Francia solo 17km quadri di terreno.